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Area archeologica di Alghero


La storia del territorio di Alghero ha inizio nel Neolitico (circa 3000 a.C.). La più importante testimonianza di quest’epoca è la Necropoli di Anghelu Ruju, situata in località I Piani, ed è la più vasta necropoli in Sardegna. La scoperta avvenne per caso nel 1903 durante i lavori di costruzione di una casa colonica, il cui proprietario si chiamava appunto Angelo Ruju. La necropoli è costituita da due gruppi di strutture sepolcrali sotterranee chiamate domus de janas (case delle fate).

Il complesso nuragico di Palmavera è un’importante testimonianza della civiltà nuragica. Tale civiltà nasce e si sviluppa unicamente in Sardegna in un arco di tempo che va dal 1700 aC al II a.C. Il suo nome deriva appunto dai nuraghi, delle torri in pietra la cui funzione non è ancora pienamente chiara. Sono considerati i monumenti megalitici preistorici più grandi in Europa e se ne contano circa 7000 esemplari. Quello di Palmavera è classificato come Complesso Nuragico in quanto costituito da diverse torri, costruite in epoche differenti e unite tra loro.

Un altro importante sito nuragico nel territorio di Alghero è il Complesso di Sant’Imbenia. Il nuraghe non è in ottimo stato di conservazione, ma l’importanza di tale sito risiede principalmente nei resti del villaggio costruito intorno al nuraghe, che ha rivelato importanti informazioni sui rapporti tra i nuragici e popoli provenienti dall’oriente, all’inizio dell’Età del Ferro.

Complesso nuragico di Palmavera

Quello di Palmavera è classificato come Complesso Nuragico in quanto costituito da diverse torri, costruite in epoche differenti e unite tra loro.